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In questo Portale conosciuto come ANSIA – ATTACCHI di PANICO e Diretto dal Dott. Pierpaolo Casto  vengono trattati tutti i principali disturbi d’ansia, ed in particolare  i disturbi d’ansia e di attacchi di panico a cui è possibile accere cliccando sulla sessione ARTICOLI dal menu principale:

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I temi principali trattati negli articoli riguardano chiarimenti su cosa sono, quali sono i sintomi, come si manifesta e come si curano questi disturbi d’ansia.

Tutti gli articoli presenti sono curati dal:

Dott. Casto Pierpaolo  – Psicologo e Psicoterapeuta – Specialista in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale

Che è possibile contattare al seguente indirizzo: Via Magenta, 64  73042 CASARANO (Lecce) Tel. 328 9197451 – 0833 501735

www.ansia-attacchidipanico.it

SPIEGAZIONE COMPLETA DELL’ANSIA E DEGLI ATTACCHI DI PANICO

COS’E’ L’ANSIA E COSA SONO GLI ATTACCHI DI PANICO: I SINTOMI, COME SI MANIFESTANO E COME CURARE

ANSIA: COS’E’ L’ANSIA E COME SI DEFINISCE

Nevrosi, nevrastenia, ansia generalizzata, attacchi di panico, agorafobia, ansia da prestazione, ansia sociale, disturbo ossessivo compulsivo sono vari disturbi che nascondono una singola famiglia di disturbi: i disturbi d’ansia.
Storicamente l’ansia non era stata riconosciuta come una malattia, il che non significa che non esiste, semplicemente non era stata diagnosticata come tale e, pertanto, in passato non veniva trattata.
Nel 1769 lo psichiatra scozzese William Cullen introduce il termine “nevrosi”, per fare riferimento a una condizione generale che colpisce il sistema nervoso.
Questo significato ha dato origine al concetto di nevrastenia, una condizione il cui quadro clinico, ruotava attorno a diversi sintomi comprendenti i più diversi record.
Nei primi anni del 1900 Sigmund Freud fa una distinzione tra: nevrosi d’ansia, nevrosi fobica, nevrosi ossessiva e nevrosi isterica.
Oggi, secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD), la classificazione principale si trova nei gruppi:
Malattie Neuroniche, legate allo stress e somatoformi:

Disturbi d’ansia fobici:

• agorafobia
• fobie sociali
• fobie specifiche
• altri disturbi d’ansia fobici.
• disturbo d’ansia fobico non specificato

Altri disturbi d’ansia:

• disturbo di panico
• disturbo d’ansia-depressiva misto
• altro disturbo d’ansia mista
• altri disturbi d’ansia specificati
• disturbo d’ansia non specificato

Abbiamo anche trovato rapporti di ansia nei gruppi:

• altri disturbi mentali dovuti a lesioni cerebrali o disfunzione o malattia somatica
• disturbo d’ansia organico
• disturbi emozionali con esordio durante l’infanzia
• disturbo d’ansia da separazione durante l’infanzia
• disturbo d’ansia fobica dell’infanzia

Questa classificazione “teorica” viene ulteriormente modificata nel modo seguente:

• disturbo d’ansia da separazione
• mutismo selettivo
• fobia specifica
• disturbo d’ansia sociale (fobia sociale)
• disturbo di panico
• agorafobia
• disturbo d’ansia generalizzato (GAD).
• disturbo d’ansia indotto (ad esempio da farmaci, droghe o sostanze)
• disturbo d’ansia causato da altra condizione medica
• disturbo d’ansia non altrimenti specificato

Tutti questi nomi e le specializzazioni si riferiscono ad un trattamento particolare e, in linea di principio, più efficace per i vari tipi di ansia.

L’essenza dell’ansia

Nonostante i diversi termini con cui è classificata l’ansia, non dobbiamo dimenticare che, alla radice, si parla sempre della stessa malattia: il disturbo d’ansia.

L’ansia è il sostantivo con cui si conosce il sistema che, nel corpo umano, ha il compito di impedire il pericolo e prepararsi a far fronte alle situazioni con successo.
Un sistema storico, è collocato nella parte interna e primitiva del nostro cervello (amigdala),si è sviluppato nei primi stadi dell’essere umano, quando era poco più di un animale circondato da altri animali.
E’ un sistema automatico che è preventivo e cerca di andare avanti quando vede i primi segnali di pericolo, prima ancora che la nostra coscienza ne abbia consapevolezza.
Ma tutti noi abbiamo questo sistema chiamato ansia?
Non è normale essere nervosi il giorno prima di un colloquio di lavoro, non è normale che l’eccitazione non permette di dormire, non è normale avere bisogno di andare in bagno prima di una prova, non è normale avere la tachicardia e sudare quando siamo sul punto di essere colpiti da un attacco d’ansia, non è normale rimuginare per giorni su una discussione che abbiamo avuto sul posto di lavoro e che riteniamo ingiusta.
In tutti questi casi il sistema di ansia ci fa sentire in pericolo e si mette in funzione, cambiando il nostro corpo e la nostra mente, costringendoci ad andare in bagno, ad avere un’accelerazione del polso o ad essere ossessionati da un’idea. È normale, – in misura maggiore o minore – accade a tutti.

Il disturbo d’ansia è ciò che ci impedisce di avere quello che vogliamo e che vogliamo recuperare:

• tornare ad essere sani
• sentirsi di nuovo felici e rendere i nostri cari felici
• tornare a godere di ciò che abbiamo raggiunto con i nostri sforzi
• torna a credere di potere
• torna a sentirsi parte della società

Occorre tenere presente che, questo, è un disturbo che possiamo riuscire a superere se ciò che veramente vogliamo è stare in salute.
Non sappiamo perché abbiamo l’ansia, ma dobbiamo scoprirlo anche se non sempre è facile.
Con il tempo, si capisce che abbiamo un disturbo d’ansia e che questa è la causa di tutte le altre malattie; impariamo che il disturbo d’ansia è appunto un disturbo, un malfunzionamento preventivo e di difesa del sistema chiamato ansia e che questo “errore” è ciò che ci fa sentire continuamente in allerta in determinate circostanze.
Alcuni terapeuti sostengono che l’origine di questo malfunzionamento non ci indica il trattamento per l’ansia, cioè l’ansia può essere curata senza conoscerne la causa che la innesca.

Che cos’è l’ansia:

Quando si è in ansia si ha paura e ci si sente tesi, inoltre,si possono avere uno o più spiacevoli sintomi fisici, come ad esempio: battito cardiaco accelerato, palpitazioni, malessere, tremore sudorazione, secchezza delle fauci, dolore al petto, mal di testa, respirazione veloce.
I sintomi fisici sono in parte causati dal cervello che invia molti messaggi attraverso i nervi a varie parti del corpo; i messaggi nervosi accelerano il battito cardiaco e rilasciano gli ormoni dello stress (come l’adrenalina) che oltre al cuore possono colpire i muscoli e altre parti del corpo causando i sintomi.
L’ansia è normale in situazioni di stress e può anche essere utile; ad esempio, la maggior parte dei soggetti sono sopraffatti dall’ansia se vengono minacciati da una persona aggressiva o prima di un evento importante. L’esplosione di adrenalina e di impulsi nervosi che abbiamo in risposta alle situazioni stressanti possono incoraggiare una risposta di ‘lotta o fuga’.
L’ansia è anormale se:

non è in proporzione alla situazione stressante
persiste anche quando la situazione stressante è passata o lo stress è minore
si manifesta senza nessun motivo apparente

Che cosa è l’ansia?

L’ansia è una profonda paura del futuro e chi ne soffre cerca di controllare ciò che accadrà. Di conseguenza, essi non possono fare quello che vogliono perché hanno paura, vogliono fare qualcosa ma hanno mille idee in mente, cominciano a fare qualcosa e improvvisamente si fermano e una difficoltà di definire qualsiasi processo perché temono il futuro .
Il controllo è solo un’illusione! Il paziente tende ad aumentare il livello di ansia, facendola oscillare tra ciò che è ciò che non è. Questo costituisce il futuro e non è ancora realtà, esiste solo nella propria mente. In risposta a tutto ciò, si iniziano ad avvertire molti sintomi nel corpo e questi segni fisici si verificano proprio perché viene trasmessa l’informazione al cervello che qualcosa possa accadere, ma non è ciò che accadrà.

Ansia

L’ansia pone la persona in un tempo che non è presente.
Questa dicotomia crea disturbo in tutto il corpo.
L’ansia è sempre in contrasto e si pensa sempre a quello che si farà e non a ciò che si sta facendo. Questo genera molto disagio e uno dei sintomi è che il cuore inizia ad accelerare.
Il nostro cervello funziona completamente in questo evento.
Quando ci prepariamo per una attività, qualunque essa sia, tutto il corpo e il cervello invia queste informazioni, preparando tutto il corpo ma, improvvisamente, non riesce a raggiungere quel punto per il semplice fatto che non è ciò che si deve fare in quel momento, è da fare domani o fra un mese.
Vi è una preparazione di tutto il corpo per affrontare la situazione ma il tempo non è sufficiente e il corpo è attivo in qualcosa che richiede un altro messaggio, un altro rilascio di adrenalina, quindi, di energia, generando una mancata corrispondenza.
Vediamo un esempio. E’ come se si parlasse in questo modo: “Farò una maratona, devo prepararmi perché devo correre”. Dal momento in cui inviamo questo messaggio, il corpo si prepara per l’esecuzione ma, in realtà, ora non si sta eseguendo, si sta solo avendo una relazione.
Questo è il momento in cui la persona entra in dicotomia tra “Cosa sto facendo X quello che farò”. Inoltre, vi è sempre una preoccupazione con ciò che non si riesce a fare, scombinando il corpo per tutto il tempo.
Questo è il primo grande danno dell’ansia: non si vive quello che sta succedendo.
Tutto questo movimento generato dall’ansia creerà molte abitudini e tutto inizia con l’invio del messaggio al cervello e l’abitudine è sempre presente nella parte anteriore del cervello stesso.
Questo passo con il presente e il futuro genera un enorme sforzo a coloro che sono affetti dall’ansia. Al di là della mente, vi è lo stress fisico generato dalle tachicardie costanti di accelerazione mentale.

L’ansia si cura?
Come tutti i disturbi, l’ansia è curabile e il primo passo consiste nel rendere il più possibile il presente e migliorare le attività della giornata, anche se non è facile uscire da questo movimento da un giorno all’altro, quindi, è necessario l’uso della psicoterapia. E’ lo psicologo, infatti, che indicherà le tecniche di respirazione idonee per l’ansia, gli esercizi giorno per giorno per tornare utili per avere un ritmo naturale della vita, per riuscire a guardare al presente.

Quali sono i disturbi d’ansia?

Ci sono diverse condizioni (disturbi), in cui l’ansia si presenta come sintomo principale; si può avere un disturbo d’ansia se i sintomi interferiscono con le normali attività quotidiane.

Le reazioni allo stress

L’ansia può essere una reazione a situazioni di stress. Ci sono tre tipi comuni di disturbi di reazione.
Reazione acuta allo stress (a volte chiamato disturbo acuto da stress)
Acuta significa che i sintomi si sviluppano rapidamente, per più minuti o ore, come reazione all’evento stressante. Le reazioni acute allo stress si verificano in genere dopo una crisi inaspettata dovuta ad esempio a un incidente, un lutto, problemi di famiglia, cattive notizie, ecc
A volte si provano i sintomi prima di una situazione nota; questa si chiama ansia situazionale; ciò può verificarsi, per esempio, prima di un esame, una gara importante, un concerto, etc.
I sintomi di solito si manifestano abbastanza rapidamente, a volte può durare per diversi giorni o settimane. A parte l’ansia, altri sintomi includono: umore depresso, irritabilità, alti e bassi emotivi, insonnia, scarsa concentrazione, solitudine.
Reazione di regolazione. E’simile alla precedente, ma i sintomi sviluppano giorni o settimane dopo una situazione stressante, come reazione o regolazione al problema.; ad esempio, come reazione a al divorzio. I sintomi sono simili alle reazioni acute allo stress ma possono includere anche la depressione; solitamente il miglioramento è tangibile già dopo un paio di settimane.

Disturbo post traumatico da stress

Il disturbo da stress post-traumatico (PTSD) si verifica dopo un grave trauma, come un attacco grave o un incidente che ci ha messi in pericolo di vita; i sintomi persistono per almeno un mese e spesso molto più a lungo. L’ansia è solo un sintomo che può andare e venire, i principali sintomi sono:

pensieri ricorrenti, ricordi, immagini, sogni o flashback del trauma, che risultano angoscianti
esitamento di pensieri, sensazioni, conversazioni, luoghi, persone, attività o qualsiasi altra cosa che possa innescare ricordi o pensieri del trauma.
sentimenti di insensibilità e distaccamento dagli altri, può essere addirittura difficile provare sentimenti di amore.
prospettiva per il futuro pessimista, perdita di interesse per le attività che un tempo erano piacevoli
eccitazione maggiore; questo può includere disturbi del sonno, irritabilità, difficoltà di concentrazione e una maggiore vigilanza.

Disturbi d’ansia fobici

Una fobia è la forte paura o il terrore per una cosa o un evento.
Il timore è sproporzionato rispetto alla realtà della situazione e venire a contatto con la situazione temuta provoca ansia.
A volte anche pensare alla situazione temuta provoca ansia, pertanto, si finisce per evitare tale situazione e questo può causare sofferenza.

Disturbo d’ansia sociale

Il disturbo d’ansia sociale (noto anche come fobia sociale) è forse la fobia più comune.
Col disturbo d’ansia sociale si diventa molto ansiosi per quello che gli altri possono pensare di noi o per come possono giudicarci, pertanto, si ha paura di incontrare persone; si ha paura di agire in modo sbagliato, imbarazzante e di essere giudicati stupidi, inadeguati, deboli ecc quindi si cercherà di evitare tali situazioni il più possibile.

Agorafobia

Anche questo disturbo è comune. Molte persone pensano che l’agorafobia significa aver paura dei luoghi pubblici e degli spazi aperti, ma questa è solo una parte del disturbo.
Se ha agorafobia, si tende ad avere una serie di timori di vari luoghi e situazioni, come ad esempio:

negozi affollati e luoghi pubblici
viaggiare in treno, autobus o aereo
salire su un ponte o entrare in un ascensore
essere in un cinema, ristorante, ecc dove non c’è uscita facile.

Tutti derivano da una paura di fondo, vale a dire, la paura di essere in un luogo dal quale non sarà facile fuggire per raggiungerne uno più sicuro, di solito casa.
Quando si è in un luogo temuto si diventa molto ansiosi e angosciati, e si ha un intenso desiderio di fuggire; per evitare quest’ansia molte persone con agorafobia rimangono all’interno della loro casa per la maggior parte o tutto il tempo.

Altre fobie specifiche

Ci sono molte altre fobie specifiche, per esempio:

la paura degli spazi chiusi o di essere intrappolati (claustrofobia).
La paura di alcuni animali.
La paura delle iniezioni.
La paura di vomitare.
La paura di essere soli.
La paura di soffocare.

Ma ce ne sono molte di più.

Disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato (GAD) si presenta quando la sensazione di paura, preoccupazione e tensione compare quasi tutti i giorni; la condizione persiste a lungo termine.
Alcuni dei sintomi fisici possono andare e venire; l’ansia tende a subire varie sollecitazioni a casa o al lavoro, spesso per cose del tutto secondarie; a volte non si conosce il motivo per cui si è ansiosi. Inoltre, di solito si hanno tre o più dei seguenti sintomi:

sensazione di irrequietezza
stanchezza
difficoltà di concentrazione
irritabilità
tensione muscolare
insonnia

Ansia mista e disturbo depressivo

In alcuni soggetti, l’ansia può essere un sintomo della depressione; altri sintomi includono: umore depresso, sentimenti di tristezza, insonnia, inappetenza, irritabilità, scarsa concentrazione, diminuzione del desiderio sessuale, perdita di energia, sentimenti di colpa, mal di testa, dolori e palpitazioni. Il trattamento tende ad essere rivolto principalmente ad agevolare la depressione ed i sintomi di ansia.

Disturbo ossessivo compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD) è costituito da ossessioni ricorrenti, compulsioni o entrambe.
Le ossessioni sono pensieri ricorrenti, immagini o impulsi che causano ansia o disgusto; ossessioni comuni sono: timori per lo sporco, contaminazioni, germi, disastri, violenza, etc.
Le compulsioni sono pensieri o azioni che si avverte come necessario fare o ripetere. Di solito una costrizione è una risposta per alleviare l’ansia causata da un’ossessione; un esempio comune è il ripetuto lavaggio delle mani in risposta alla paura ossessiva sulla sporcizia o i germi. Altri esempi di compulsioni includono: la pulizia ripetuta, il controllo e il conteggio di oggetti.

Qual è il trattamento per i disturbi d’ansia e le fobie?

Lo scopo principale del trattamento è quello di ridurre i sintomi in modo che l’ansia non colpisca la vita quotidiana.
Le opzioni di trattamento dipendono dalla complessità della condizione e da quanto severamente si è interessati; esse possono includere:

Trattamenti senza farmaci
Comprensione:
comprendere la causa dei sintomi e parlare di queste cose con un amico, un familiare.
In particolare, alcuni soggetti temono che i sintomi fisici dell’ansia, come le palpitazioni, sono dovuti ad una malattia fisica; questo può peggiorare l’ansia.
Counselenza:
questo può aiutare soggetti con determinate condizioni; ad esempio, la consulenza che si concentra sulla capacità di risolvere i problemi può essere utile per il disturbo d’ansia generalizzato.
Corsi di gestione dell’ansia:
questi possono essere un’opzione per alcune condizioni; essi possono includere: imparare a rilassarsi, capacità di risolvere i problemi, strategie di fronteggiamento e supporto di gruppo.

Il disturbo di panico

Il disturbo di panico viene diagnosticato quando si hanno attacchi di panico ricorrenti.
Un attacco di panico è un grave attacco di ansia e paura che si verifica improvvisamente, spesso senza preavviso e senza alcuna ragione apparente.
I sintomi fisici dell’ansia durante un attacco di panico possono essere gravi e comprendono: palpitazioni, tremore, sensazione di mancanza di respiro, dolori al petto, sensazione di svenimento, intorpidimento o formicolio.
Ogni attacco di panico di solito dura 5-10 minuti, ma a volte i sintomi persistono fino a due ore.

Attacchi di panico

Attualmente molte persone soffrono di attacchi di panico, noti anche come attacchi di ansia. Un attacco di panico è un’esperienza molto intensa, si inizia ad avvertire paura per nessun motivo apparente, angoscia e sensazioni fisiche come la tachicardia, sudorazione, formicolio alle mani e alle gambe, difficoltà di respirazione, e, in molti casi il paziente non sa cosa gli sta accadendo, tanto da generare più paura e incertezza. Perché si verificano attacchi di panico? Tutto dipende dalla
risposta naturale del nostro cervello.
Quando il cervello percepisce una minaccia, si innesca automaticamente una risposta all’allarme conosciuto come “lotta o fuga”. Ciò che si fa è preparare il corpo per sfuggire dalla minaccia o ,se questo non è possibile, combattere per salvare le nostre vite.
La funzione di allarme provoca aumento di attività di diverse funzioni corporee, come l’aumento della pressione sanguigna, l’intensificazione del metabolismo cellulare,l’aumento della glicemia, della coagulazione del sangue e dell’attività mentale. Il cuore comincia a lavorare ad una velocità molto più elevata rispetto al solito, rapidamente si prendono degli ormoni, come l’adrenalina, in tutto il corpo e i muscoli.
Durante un attacco di panico, nella persona viene attivato un allarme, comincia a sentire tutte le reazioni fisiologiche primitive di lotta o di fuga e subito vengono in mente immagini catastrofiche. Quando questo accade, la persona riceve una conferma: i sintomi iniziali erano in realtà indicatori di un grave pericolo. Una sensazione di estremo pericolo invade la persona, il sistema di allarme reagisce di nuovo innescando la risposta della paura, diventando così un circolo vizioso che paralizza la persona, e quando questo accade si può dire che si sta vivendo un attacco di panico o un
attacco d’ansia.

ATTACCHI DI PANICO E CRISI D’ANSIA: CURA DEGLI ATTACCHI DI PANICO E DELL’ANSIA, CAUSE, TERAPIA, FARMACI, tutto quello che bisogna sapere per affrontare, curare, vincere e guarire per sempre:

Evoluzione di un attacco di panico o attacco di ansia:

1. Qualcosa fa scattare nel nostro cervello un sistema di allarme. Esso può essere un fattore interno o esterno. Di solito non siamo consapevoli di questo detonatore, e non ci rendiamo conto che tutto ciò accade nel nostro corpo;
2. Cominciamo a riconoscere i cambiamenti fisici nel nostro corpo, la preparazione di “lotta o fuga”. Tali cambiamenti includono un aumento di adrenalina, della frequenza cardiaca, della temperatura corporea, formicolio alle mani e alle braccia, etc. e tutto accade automaticamente, anche se non lo notiamo;
3. Si percepisce, per la prima volta, qualcosa di strano: il cuore batte più forte, si suda, ci si sente nervosi;
4. Si inizia a interpretare ciò che ci sta accadendo con pensieri catastrofici come “mi sta dando un attacco di cuore”, “Io sto per morire”, “Sto per svenire”, “nessuno mi aiuterà”, “questa è la fine”, ecc 5. Panico. Aumentano le palpitazioni, la sudorazione e il formicolio con l’aggiunta di altre sensazioni fisiche come vertigini o debolezza nelle gambe. Siamo consapevoli che tutto questo è confermato dai nostri pensieri catastrofici, facendo aumentare il panico e diventando un circolo vizioso in cui la stessa paura genera più paura.
La cosa più importante da considerare è che, anche se non si sa esattamente cosa ha scatenato l’attacco d’ansia, il pericolo che il nostro cervello sta “ricevendo” non è reale, cioè c’è davvero una minaccia? Nessuno è mai morto per un attacco di panico, anche se possono essere molto intensi e sgradevoli. E’ molto importante essere consapevoli di ciò che ci sta accadendo ed escludere che non
ci sia un attacco di cuore ed è solo un attacco di ansia.
Suggerimenti per la gestione di un attacco di panico:
-Fare un respiro lento e profondo, tenere il respiro per 5 secondi, poi fare qualche respiro normale e ripetere la respirazione profonda;
-Essere consapevoli del fatto che si tratta di una reazione di ansia e dire cose rilassanti come “va bene, è successo ma non succede nulla”;
-Ricordate che, anche se la sensazione può essere molto fastidiosa, in realtà non succede niente serio e scomparirà presto;
-Non alimentare i pensieri catastrofici: parlate con qualcuno, ricordate un numero di telefono, fate matematica a mente, etc.;
-Si raccomanda di non combattere il panico, è consigliabile lasciarlo passare;
-Trovare, mentre si hanno sensazioni sgradevoli, un posto dove ci si sente confortevoli

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ATTACCO DI PANICO

Il disturbo di panico è un disturbo d’ansia in cui il soggetto interessato ha ripetuti e improvvisi attacchi di paura, in assenza di stimoli esterni che li possono scatenare; i sintomi fisici possono includere: dolore al petto, palpitazioni accelerate, mancanza di respiro, vertigini, ansia o disagio addominale.
Nel disturbo di panico, gli episodi successivi di paura sono accompagnati da cambiamenti significativi nel comportamento individuale e da continua preoccupazione che si verificachino nuovi attacchi di panico. Il soggetto può arrivare a evitare situazioni o luoghi temuti, a fuggire stimoli fobici, ad affidarsi eccessivamente a delle persone o ad assumere sostanze per cercare di controllare a tutti i costi le reazioni temute.

Date le molteplici esigenze della vita, siamo tutti sensibili a provare sentimenti di stress e ansia di volta in volta. Di fronte a orari frenetici, sfide e incertezze, è normale sentire un senso di nervosismo, preoccupazione, e anche qualche timore. Questi sentimenti di solito arrivano e passano durante la vita. Gli attacchi di panico, d’altra parte, sono più di sensazioni di stress e ansia tipica. Questi attacchi possono influenzare i propri pensieri, percezioni ed emozioni. Gli attacchi di panico sono spesso vissuti attraverso molte sensazioni fisiche sgradevoli che vanno oltre il normale disagio che è associato con lo stress e l’ansia media.

Che cos’è un attacco di panico
Immaginate una giovane donna che sta guidando verso il proprio lavoro, quando sente improvvisamente un opprimente senso di paura e di terrore ; comincia a tremare e sudare in maniera incontrollata, fa fatica a respirare e si sente soffocare. Preoccupata perchè possa causare un incidente, la donna decide di accostare al lato della strada. Sentendosi come se stesse perdendo il contatto con la realtà, si interroga : “Che cosa c’è di sbagliato in me ? Sto impazzendo ? “Nel giro di pochi minuti, i sintomi inizieranno a scomparire”. Anche se prova ancora in ansia, è in grado di cominciare a guidare di nuovo e durante la giornata si chiede e si preoccupa per ciò che è successo.
In uno scenario differente, un uomo di mezza età sta guardando la televisione in casa quando sente alcuni sintomi somatici di disagio. Il suo cuore comincia a battere forte e si sente stringere il petto. Egli viene sopraffatto da ansia e apprensione, prova formicolio e agitazione, si alza e sente rapidamente stordimento e vertigini; temendo il peggio, chiama un’ambulanza.
Questi scenari diventano una realtà spaventosa per molte persone che hanno sperimentato attacchi di panico. Proprio come in questi casi, gli attacchi di panico si verificano spesso in modo imprevisto, ma possono anche essere innescati da paure, fobie, o traumi. Ci sono numerosi sintomi emotivi, fisici e cognitivi legati agli attacchi di panico. Tali sintomi di solito raggiungono il picco entro 10 minuti prima di diminuire lentamente.
Un attacco di panico inizia spesso con sentimenti di paura e apprensione e con la comparsa di quattro o più dei seguenti sintomi

Sintomi degli attacchi di panico

Palpitazioni cardiache o battito cardiaco accelerato
sudorazione eccessiva
Tremore o agitazione
Mancanza di respiro o di soffocamento o sensazioni di soffocamento
Dolore toracico, serraggio, o disagio
Mal di stomaco o disagio o nausea
Sensazione di sbandamento, di instabilità, stordimento, o svenimento
Brividi o vampate di calore
Derealizzazione e / o depersonalizzazione
La paura di morire, perdere il controllo o di impazzire
Sentimenti di intorpidimento o formicolio ( parestesie )

Come viene diagnosticato un attacco di panico
Solo un medico di base o uno specialista qualificato di salute mentale, come uno psichiatra opsicoterapeuta, possono diagnosticare malattie mentali. Questi professionisti hanno una formazione specifica e l’istruzione per fare diagnosi accurate. Quando si effettua una diagnosi, i professionisti utilizzano un libro di riferimento chiamato il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, quinta edizione ( DSM – 5 ).
Secondo le informazioni contenute nel DSM – 5, gli attacchi di panico non sono considerati una condizione di salute mentale per conto proprio. Piuttosto, gli attacchi di panico sono più spesso associati con la diagnosi di disturbo di panico e / o agorafobia. Sono però anche spesso collegati con altre condizioni di salute mentale, tra cui disturbi della personalità, disturbo ossessivo – compulsivo ( OCD ), depressione, disturbi sostanza – correlate, disturbo bipolare e disturbo da stress post -traumatico ( PTSD ).

Cosa fare se si pensa di avere attacchi di panico.
Chiedere immediatamente aiuto ad un medico se si verificano i sintomi che possono indicare un’emergenza medica, come un infarto o un ictus. Se credi di aver avuto un attacco di panico, fissare un appuntamento con il medico per confermare il vostro sospetto. Il medico sarà in grado di escludere altri disturbi di salute mentale e fornire una diagnosi, sarà anche in grado di discutere le opzioni di trattamento per gli attacchi di panico e apportare le necessarie cure. Seguire il piano di trattamento raccomandato, significa imparare a gestire l’ansia e affrontare gli attacchi di panico.

DIFFERENZA TRA ATTACCHI DI PANICO E ATTACCHI D’ANSIA

Il DSM – IV – TR utilizza il termine attacco di panico, per descrivere le caratteristiche associate al disturbo di panico. Il termine ” attacco di ansia, ” d’altra parte, non è definito nel DSM – IV – TR. Ma, i termini attacco di ansia e attacchi di panico sono spesso usati come sinonimi per indicare la stessa cosa. In questo senso, la differenza è puramente una questione di semantica.
Ma da un punto di vista clinico, “panico” e “ansia” sono spesso definiti da caratteristiche diverse. Queste differenze sono meglio descritte in termini di intensità dei sintomi e durata dei sintomi predominanti. Durante un attacco di panico, i sintomi sono improvvisi, estremamente intensi e di breve durata. L’ansia, d’altra parte, generalmente si intensifica in un periodo di tempo, ed i sintomi possono essere cronici e di lunga durata. I due, tuttavia, di solito si influenzano a vicenda, l’ansia eccessiva può portare ad alcune forme di attacchi di panico, e il panico può causare ansia eccessiva.

GLI ATTACCHI DI PANICO SONO TUTTI UGUALI?
Gli attacchi di panico sono tutti uguali? Non necessariamente. Di seguito vengono descritti i diversi tipi di attacchi di panico e come questi sintomi si riferiscono alla diagnosi di disturbo di panico.

Capire se sono attacchi di panico

Gli attacchi di panico coinvolgono una combinazione complessa di sintomi fisici, mentali ed emozionali. Per esempio, una persona che ha un attacco di panico può vivere travolgenti sentimenti di paura. Essi possono vergognarsi dei loro sintomi, preoccuparsi di come gli altri li percepiscono. Possono verificarsi molti sintomi somatici, come sudorazione, agitazione, e sensazioni di formicolio; la persona può diventare timorosa e pensare di perdere il controllo del proprio corpo e della mente. Nel complesso, gli attacchi di panico possono essere un’esperienza estremamente spaventosa, tanto che una persona voglia sfuggire da questa situazione.
Il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi mentali, 4a edizione, testo rivisto ( DSM – IV – TR ) è il manuale che contiene i criteri diagnostici per tutte le condizioni di salute mentale. Come indicato dal DSM – IV – TR, gli attacchi di panico si verificano se compaiono quattro o più dei sintomi conosciuti

I sintomi degli attacchi di panico spesso si verificano rapidamente, raggiungendo un picco entro 10 minuti prima di discendere lentamente. E ‘possibile anche che gli attacchi di panico durino più a lungo. Una persona può anche avere diversi attacchi di panico di seguito, rendendo difficile capire quando termina uno e inizia l’altro.

Tipi di attacchi di panico
Oltre in base alla durata, gli attacchi di panico possono variare a seconda delle circostanze che scatenano l’attacco. Secondo il DSM – IV – TR, una persona può sperimentare tre diversi tipi di attacchi di panico :

Imprevisti: Questi tipi di attacco di panico si verificano improvvisamente e senza motivo. Attacchi inaspettati colpiscono senza alcuna causa (ad esempio, pensieri di paura, sensazioni fisiche ), interna o esterna (ad esempio, una situazione che provoca grande paura e ansia, un ambiente temuto ). Questi attacchi di panico sono più spesso associati al disturbo di panico.

Dipendono dalla situazione: Questi attacchi di panico si verificano quando una persona è sottoposta a, o sta anticipando l’esposizione ad un particolare avvenimento. Ad esempio, una persona con la paura delle altezze può avere un attacco di panico quando si trova all’interno di un alto edificio o una persona che ha paura di volare può verificare un attacco mentre si trova a bordo di un aereo, durante il decollo, o ad un certo punto durante un volo.

Sensibile alla situazione: questi attacchi non accadono sempre seguendo una situazione temuta. Inoltre, questi tipi di attacchi non sempre si verificano mentre una persona è esposta a una situazione specifica. Per esempio, una persona che ha paura di folle non può avere sempre un attacco di panico mentre si trova in una zona affollata o può avere un attacco di panico dopo essere già stata in una zona affollata per un lungo periodo di tempo.

Diagnosi del disturbo di attacco di panico
Molte persone sperimenteranno un attacco o due di panico durante la vita. È possibile affrontare solo pochi attacchi di panico e mai avere uno nuovo. Tuttavia, una persona che passa attraverso una serie di attacchi di panico tipicamente ne avrà ancora nel futuro.
Anche se gli attacchi di panico sono il sintomo principale del disturbo di panico, sperimentare questi attacchi non significa necessariamente che una persona che sia adatta ai criteri diagnostici per il disturbo di panico. Per ricevere la diagnosi di disturbo di panico, una persona deve vivere persistenti ed imprevisti attacchi di panico.
Allo stesso modo, gli attacchi di panico predisposti, comunemente si verificano con il disturbo di panico. Tuttavia, questi tipi di attacchi di panico sono tipici per le persone con altri disturbi d’ansia, tra cui fobie, disturbo d’ansia sociale, disturbo da stress post-traumatico ( PTSD ).
A parte gli attacchi di panico inaspettati, il disturbo di panico è anche diagnosticato se si verificano con o senza agorafobia. Questa condizione è associata a sintomi intensi e paura. Una persona con agorafobia, ha paura di avere un attacco di panico in luoghi o circostanze da cui sarebbe molto difficile o potenzialmente imbarazzante fuggire, come su un aereo o ad un evento sportivo affollato. Questa condizione comporta spesso comportamenti di evitamento che possono variare dallo stare lontano dalla folla e da taluni mezzi di trasporto per i casi più gravi, o essere costretti a casa con agorafobia.

COME RICONOSCERE UN ATTACCO DI PANICO
“Recentemente ho avuto quello che penso fosse un attacco di panico. Questo significa che ho il disturbo di panico? Non necessariamente.”
Gli attacchi di panico sono improvvisi e contrassegnati da intensi sentimenti di terrore, paura o apprensione, senza la presenza di un effettivo pericolo. Anche se la vostra esperienza non potrebbe essere stata causata da vero pericolo ” esterno”, ci si sente probabilmente sopraffatti dalla paura reale. A causa dei sintomi intensi di attacchi di panico, e il fatto che spesso si verificano senza preavviso, l’esperienza interiore è spesso contraddistinta da ogni sorta di pericoli potenziali. Ad esempio, “cosa succede se si tratta di un attacco di cuore ? Cosa succede se sto impazzendo ? Cosa succede se ho un attacco durante la guida e perdo il controllo della mia auto ?”
Al fine di effettuare una diagnosi di disturbo di panico, si devono sperimentare attacchi di panico ricorrenti che non sono causati dagli effetti della droga, dell’alcool o di un’altra condizione medica o psicologica. E ‘ possibile avere un attacco di panico isolato e non subirne ancora; ma, dal momento che i sintomi tipo panico possono simulare molti altri disturbi, è importante rivedere i sintomi con il medico.
” Possono le persone con disturbo di panico condurre una vita normale? Sì, assolutamente.”
Il disturbo di panico è una malattia curabile. I sintomi del disturbo di panico possono essere spaventosi e potenzialmente invalidanti; ma, la stragrande maggioranza dei pazienti troverà sollievo significativo con il trattamento. Se il trattamento subito dopo l’insorgenza del disturbo di panico, si otterranno in breve la riduzione o l’eliminazione più rapida dei sintomi. Tuttavia, anche i pazienti con sintomi a lungo termine possono generalmente sperimentare un miglioramento con il trattamento, e la maggior parte riguadagnano la libertà di riprendere le molte attività di cui un tempo godevano.

ATTACCHI DI PANICO
E’ necessario ricordare che, solo un terapeuta, può diagnosticare un disturbo di attacco di panico, ma ci sono alcuni segni che possono essere considerati come preavviso. Un recente studio ha dimostrato che a volte una persona arriva a contattare anche dieci medici, prima che si riesca a diagnosticare il problema, e che solo una persona su quattro riceve il trattamento di cui ha bisogno; ecco perché è importante saper riconoscere i sintomi per assicurarsi di ricevere la migliore terapia possibile.
Molte persone occasionalmente hanno attacchi di panico, ma questo non deve allarmare; il sintomo più ricorrente è la paura di averne un altro. E’ solo nel momento in cui si sono già avuti ripetuti attacchi di panico e si continua ad avere paura che possano ricomparire, che si deve pensare seriamente a contattare un professionista specializzato in disturbi di attacco di panico.

Le cause dell’attacco di panico:

Nel corpo, nella mente o in entrambe?
Può esserci una predisposizione genetica a tale disturbo, se in famiglia ci sono state persone colpite da attacchi di panico non è escluso che si ripeta su un altro componente del nucleo familiare e che porti alla depressione; studi compiuti su gemelli ha confermato la possibilità dell’ereditarietà del disturbo. L’attacco di panico, però, può essere causato anche da un cattivo funzionamento biologico, anche se non è ancora stato identificato un marcatore biologico. Non si può certo affermare che il disturbo di attacco di panico si verifichi solo in determinati gruppi etnici: tutti sono esposti al rischio.
Alcuni ricercatori hanno paragonato il livello di stress ad un termostato. Più bassa è la resistenza allo stress, più alta sarà la predisposizione che innesca l’attacco di panico.
Tanto le cause psicologiche quanto quelle fisiche possono causare il disturbo, a volte entrambe scatenano il problema; può manifestarsi dapprima come malessere psicologico per poi sfociare in malessere fisico. Ad esempio può accadere che una persona abbia un accelerazione del battito cardiaco dovuta ad un’eccessiva assunzione di caffè, e credere che sia invece un chiaro segno di un attacco di panico: proprio questa convinzione scatena il disturbo. Non è comunque da escludere la possibilità che un’eccessiva dose di sostanze contenenti caffeina associate a medicinali, possano provocare l’attacco di panico. Una delle cose più frustranti per il malato è non riuscire a capire se la causa scatenante è fisica o psicologica, ecco perché la terapia dell’attacco di panico si concentra su tutte le componenti: fisica, psicologica e fisiologica, della malattia.
Ma, le persone affette da questo disturbo, possono condurre una vita normale? La risposta è si se accetta di ricevere le cure adeguate.
L’attacco di panico è guaribile attraverso una serie di diverse terapie disponibili. Queste cure sono efficaci e permettono al malato che ha completato con successo il trattamento di condurre una vita normale, evitando stati d’ansia soffocante; una volta curati nella maniera giusta, gli attacchi di panico non danno complicazioni ulteriori.

COS’E’ L’ATTACCO DI PANICO
Il disturbo di attacchi di panico è un disturbo di cui si conta che ne soffre una persona su 75 circa. Questo disturbo si presenta più frequentemente come esordio negli anni dell’adolescenza e nei primi anni dell’età più adulta.
Ciò non toglie che il disturbo di attacchi di panico può presentarsi in qualsiasi età indipendentemente dal sesso del soggetto.
Una crisi di panico si presenta in genere con un improvviso senso di aumento della paura. Questa sensazione si manifesta improvvisamente ed il paziente non sempre riesce a trovarne facilmente la causa scatenante, seppur riconosce che in determinate situazioni queste crisi hanno maggiore probabilità di presentarsi.
I sintomi distintivi del disturbo sono 13 anche se è sufficiente che tra questi se ne presentino soltanto 5 per indirizzarsi come prima ipotesi diagnostica per un disturbo di attacchi di apnico
I sintomi del disturbo di attacchi di panico sono (secondo D.S.M. IV TR):
Aumento del battito del cuore
Difficoltà a respirare
Vertigini
Nausea
Tremore che può essere distinto tra tremore fine o grandi scosse)
Sudorazione, spesso il paziente descrive di sudate “fredde” durante o immediatamente dopo una crisi
Agitazione psicomotoria, tanto da non riuscire a stare fermo o seduto
Sensazione di soffocamento
Dolori al petto o al torace, quindi descrive una sensazione di peso o schiacciamento
Vampate di calore o improvvisi brividi di freddo
Formicolio o sensazione di “addormentamento” alle mani e nei piedi
Paura di essere sul punto di morire o di trovarsi in quel momento in una situazione che sta mettendo a rischio la vita
Paura che le forti e inspiegabili sensazioni che prova siano evidenza che si stia “impazzendo”
Una crisi di panico è paragonabile a quella tempesta di manifestazioni fisiche che si potrebbero presentare in quelle particolari situazioni in cui ci troveremmo a dover affrontare un grave pericolo e quindi attivare una risposta protettiva o di attacco, o di fuga. Tuttavia sebbene anche se in una situazione di pericolo assisteremmo ad un aumento della frequenza cardiaca, a sudorazione, a tensione muscolare, ecc… purtroppo questi sintomi si presentano anche quando non si sta correndo nessun pericolo, non dobbiamo difenderci da nulla e ci troviamo in situazioni assolutamente normali o che rientrerebbero nella quotidianità.
Oltre ai diversi sintomi che abbiamo presentato, una crisi di attacco di panico può essere spiegata meglio aggiungendo le seguenti informazioni:
I diversi sintomi si presentano senza preavviso (anche se il paziente, nel tempo impara a riconoscerlo dai primi cambiamenti delle sensazioni fisiche)
Una volta partita la crisi di panico non si riesce a fermarla
Il paziente riconosce che la paura provata è molto sproporzionata rispetto alla situazione in cui si trova
Una crisi di panico si risolve entro 15-20 minuti anche se in molti casi terminata una crisi, ne può partire una nuova, oppure dopo una crisi si può continuare a stare in uno stato di tensione. 8dalla mia esperienza, comunque è comune che dopo una crisi il paziente avverta un senso di “spossatezza”, stanchezza fisica e mentale anche per qualche ora.
Dall’evidenza dei fatti e dalle evidenze di studio dei casi clinici una crisi di panico non indica che ci sia un problema fisico grave o che il paziente in questa condizione rischi la vita, tuttavia, l’imprevedibilità della comparsa della crisi, l’incapacità di comprenderne le ragioni e di gestire la crisi di panico stessa portano il paziente ad avere paura di stare per impazzire. Il paziente che di fatto si sente paralizzato e di perdere il controllo del proprio corpo, può incorrere in diversi rischi se non curato bene e in tempi brevi: fobie, depressione, abuso di psicofarmaci. La persona può arrivare ad avere talmente paura di affrontare il mondo esterno che trova per se dei veri e propri rifugi a cui ritornare o da cui non allontanarsi per non stare male. Questa condizione a lungo può portare ad agorafobia, problema per cui il paziente perde sempre di più la sicurezza rispetto agli spostamenti o senza affianco una figura che gli dia sicurezza.
Naturalmente le paure che hanno i pazienti che hanno vissuto delle crisi di panico, non sono reali, nel senso che la stessa situazione non è realmente temuta anche dagli altri, ma sono legate alle costruzioni di pensiero che il paziente fa rispetto al danno e alla pericolosità di una certa situazione in cui ha già vissuto in precedenza una esperienza di panico.

COME CURARE GLI ATTACCHI DI PANICO E GUARIRE VERAMENTE

La maggior parte degli specialisti sono d’accordo nel considerare come trattamento più efficace per una cura reale e definitiva del disturbo la psicoterapia cognitivo comportamentale.
Gli psicofarmaci possono essere utili soltanto se usati con la consapevolezza che stanno agendo soltanto sui sintomi e per le ore di efficacia della somministrazione, non stanno modificando nulla rispetto alle reali cause del disturbo di panico.
La prima fase della psicoterapia è quella di informazione: ossia il terapeuta spiega e insegna come è caratterizzata una crisi di panico e come riconoscerla e distinguerla veramente. Il terapeuta spiega anche presentando tanti esempi come la condizione vissuta dal paziente è un problema diffuso di cui molte altre persone ne soffrono. Quindi che la condizione di panico è ben studiata e conosciuta, che soprattutto non è esclusiva del paziente che sta lamentando questi attacchi di panico improvvisi.
Già questa fase aiuta molto il paziente a comprendere e a definire che l’insieme di manifestazioni presentate hanno un nome, che fanno parte dello stesso disturbo, che non si sta per impazzire o sul punto si morire.
Questa fase “didattica” aiuta molto il paziente a cambiare le proprie credenze e ad iniziare a ristrutturare il problema in modo più realistico dandone una più giusta dimensione.
La seconda fase della psicoterapia insegna al paziente a riconoscere l’importanza del proprio pensiero sulle manifestazioni di panico, come sia possibile, ad esempio attraverso i propri pensieri di paura, modificare la frequenza del proprio battito cardiaco, o la sensazione di calore e sudore.
Il terapeuta può insegnare a riconoscere questi pensieri e a controllarli in modo da prevenire la crisi.
Il terapeuta insegna a riconoscere quelle particolari situazioni e circostanze che solitamente fanno scatenare una crisi ed insegnano a gestire i pensieri che in queste situazioni vengono alimentati.
Il terapeuta fa notare come spesso non sia necessario trovarsi nella situazione di pericolo reale, ma anche soltanto il ricordo o l’anticipazioni sono sufficienti per far partire sensazioni sgradevoli.
L’esposizione in immaginativo può aiutare a superare l’attacco di panico, passando attraverso i sintomi: frequenza cardiaca elevata, vampate di calore, sudorazione e così via, e insegnare loro che tutte queste situazioni possono anche non sfociare in un attacco di panico. La terapia comportamentale è anche efficace per affrontare la situazione ed evitare attacchi di panico associati a fobie, per esempio.
Le tecniche di rilassamento sono importanti nel “passaggio attraverso l’attacco”, queste tecniche comprendono la riqualificazione della respirazione, infatti alcuni specialisti hanno notato che chi soffre di attacchi di panico, tende ad avere i tassi di respirazione un po’ superiori alla media; imparare a rallentarli può aiutare ad evitare futuri attacchi.
E’ facile vedere che i pazienti che hanno sofferto delle crisi di panico si siano rivolte al proprio medico curante. Purtroppo molto spesso (ma non è la regola) il medico ha cercato di intervenire prescrivendo psicofarmaci, i quali, naturalmente, non hanno risolto il disturbo. Gli stati di ansia continui e le esperienze di panico terribili che raccontano i pazienti aver vissuto portano ad alimentare sempre di più la paura e l’isolamento.
In molti casi i pazienti evitano di parlarne con gli altri per paura di non essere compresi o, peggio, di essere considerati, malati, pazzi, stupidi. Questi pazienti non si rendono conto che proprio queste loro paure e l’imbarazzo hanno contribuito ad alimentare il problema di panico da cui vorrebbero uscire.
In moltissimi casi insieme alle problematiche di ansia di panico si innescano e mescolano delle dinamiche di ansia sociale: la paura del giudizio negativo, la paura della brutta figura, i tentativi di esitamento delle situazioni di esposizione sociale.
Naturalmente indipendentemente dalla presenza di altri disagi su cui o con cui si presenta il disturbo di panico, si può trattare con efficacia e in tempi brevi. Naturalmente il terapeuta deve saper individuare e indirizzare alla soluzione di tutti i problemi sia di base che di mantenimento del panico.
Gli ultimi studi e sondaggi sull’epidemiologia clinica dimostrano come tra tutti i disturbi della famiglia dei disturbi d’ansia il più diffuso è proprio il disturbo d’ansia sociale e come i pazienti con questo disturbo abbiano spesso difficoltà a cercare aiuto, in parte per difficoltà a riconoscere di avere un reale problema e non invece a confondere con una propria caratteristica di carattere, in parte per reale difficoltà a comunicare, per imbarazzo, il proprio problema.
Il disturbo di attacco di panico sia esso con o senza agorafobia è invece il secondo disturbo più frequente tra i disturbi d’ansia. Comunque sia proprio i disturbi della famiglia d’ansia sono i disturbi più diffusi nella popolazione a livello mondiale. Nonostante questo esiste ancora una insufficiente quantità di studi e ricerca in merito e di esperienza clinica. I massimi studi vengono dalla osservazione clinica dei pazienti e dalle risposte date dalla psicologia cognitiva e del comportamento. Infatti non a caso il miglior modello di trattamento è quello che utilizza le tecniche di psicoterapia cognitivo comportamentale.

TEORIE SUL DISTURBO DI ATTACCO DI PANICO

Molti studiosi ritengono che la risposta di lotta o fuga al panico, sia una risposta del tutto naturale al problema; si può dire che è ciò che accade agli animali quando istintivamente scappano dinanzi ad un pericolo, è una condizione naturale ed innata. Si indaga anche sulla concentrazione di biossido di carbonio nel corpo, durante un attacco di panico; infatti la teoria del falso soffocamento afferma che durante l’iperventilazione, i livelli di ossigeno e biossido di carbonio sono alterati e quindi il cervello identifica la situazione come pericolosa e che porta al soffocamento. Il risultato è un attacco di panico, dovuto al falso soffocamento o al fatto che il sistema d’allarme è molto sensibile. Il compito della terapia cognitvo-comportamentale, è quello di modificare i pensieri errati, che portano ad un’errata interpretazione della situazione, nonché scatenano un vortice oppressivo di eventi considerati catastrofici, che portano all’ansia e al panico. La terapia comportamentale è fondamentale, per capire come il corpo risponde ai sintomi che portano al mantenimento nel tempo del panico; i comportamenti sono determinati da un errato processo di condizionamento che provoca un peggioramento dei sintomi e del disturbo. Molto efficienti, risultano essere le tecniche di esposizione, per estinguere i sintomi del panico e dell’ansia. Spesso elevati livelli d’ansia, sono provocati anche da stili di vita insalubri e stressanti; spesso risulta di grande aiuto trovare una persona di fiducia con cui sfogarsi, anche se quando l’ansia irrompe prepotentemente nelle normali attività quotidiane, tanto da sconvolgerle, l’unica cosa da fare è quella di rivolgersi ad uno specialista. La difficoltà maggiore è quella di superare questo stato ansiogeno, poiché la paura è diventata cronica e l’ansia diventa devastante fisicamente e mentalmente; anche la costante incertezza sulle situazioni, non fa che alimentare l’ansia e la preoccupazione, che però sembrano agli occhi del paziente, l’unica via di salvezza per evitare spiacevoli sorprese, il problema è che questo sistema non funziona per niente. Anche uno stile di vita più sano, può far diminuire i sintomi dell’ansia; bisognerebbe dedicare giornalmente del tempo, a rilassarsi, a fare qualcosa di divertente, sentirsi sostenuti dai propri cari, prendersi cura del proprio corpo e cercare per quanto è possibile di non oberarsi di responsabilità. Ovviamente se il livello di stress subito è elevato, ne risente non solo il fisico ma anche la psiche, in questo caso è necessario recuperare un certo equilibrio. Nel momento in cui l’ansia e l’angoscia, pervadono la quotidianità, però, non è più sufficiente prendersi del tempo per se stessi, bisogna rivolgersi ad uno specialista, che aiuterà a comprendere e risolvere il problema. Per chi soffre di attacchi di panico, l’ansia può avere una duplice funzione: o l’ansia diventa devastante a livello tanto fisico quanto mentale; oppure essa appare come un’ancora di salvezza per evitare che accadano cose spiacevoli e prevenire i problemi. Elevati livelli d’ansia, non fanno che alimentare l’incertezza su tutto ciò che ci circonda, e il paziente non è in grado di tollerare tale situazione, poiché sentono la forte necessità di sapere con certezza cosa accadrà momento per momento. Sarebbe utile, che il paziente si ponesse alcune domande su come condurre la propria esistenza, chiedersi se sia possibile avere la certezza di ogni cosa, quali sono i vantaggi che derivano dalla sicurezza, se è sempre un bene pensare che accadrà sicuramente qualcosa di brutto, e se tale pensiero debba inficiare la propria vita. L’ansia non può essere considerata sola una sensazione, è la risposta automatica del nostro corpo, dinanzi ad una minaccia, così il cuore batte forte, manca il respiro, si prova tensione muscolare ecc…Nel momento in cui ci si rilassa tutto torna normale: il cuore batte regolarmente, il respiro non è affannoso, i muscoli si rilassano con il conseguente rilassamento mentale. Anche l’alimentazione può ridurre i sintomi dell’ansia, ad esempio è bene ridurre l’assunzione di caffeina che può interferire con il sonno; l’uso di alcol e sigarette, poiché la nicotina è un forte stimolante che provoca un aumento dell’ansia.

Il disturbo di panico, l’ansia e gli attacchi di panico

Anche se gli attacchi di panico sono presenti in tutti i tipi di disturbi d’ansia, c’è una differenza tra ansia e panico, che sta nella durata e nell’intensità dei sintomi.
Gli attacchi di panico sono episodi di paura acuta che durano un breve periodo di tempo; l’ansia invece si verifica in modo più graduale, meno intenso ed estende la sua durata nel tempo.
Nel disturbo d’ansia generalizzato (GAD), il sintomo principale è persistente nel tempo (durata più di 6 mesi) e generalizzato su una vasta gamma di eventi o attività vitali. L’ansia non è limitata ad una situazione, come nelle fobie, e non si presenta unicamente sotto forma di crisi, come nel caso degli attacchi di panico; essa è quasi costante, varia nel corso della giornata e influenza la qualità del sonno.
Il disturbo di panico è un disturbo d’ansia che porta a crisi specifiche o sentimenti improvvisi di terrore per nessun motivo apparente.

I sintomi del disturbo di panico

Il disturbo di panico con (o senza) agorafobia è valutato come segue:

A. Rispetto ai requisiti (1) e (2):

Attacchi di panico giornalieri inaspettati.
Almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese di: preoccupazione persistente di avere ulteriori attacchi; la preoccupazione per le implicazioni dell’attacco o delle sue conseguenze; la paura di morire o di impazzire.

B. La presenza (o l’assenza) di agorafobia.

C. Gli attacchi di panico non sono attribuibili agli effetti fisiologici di una sostanza (ad esempio, droga o farmaco) o di una tabella medica specifica (ad esempio, ipertiroidismo).

D. Gli attacchi di panico non rientrano tra altri disturbi come la fobia sociale (esposizione a situazioni sociali temute), fobie specifiche (esposizione ad una situazione fobica specifica), disturbi ossessivo-compulsivi (ad esempio, l’esposizione allo sporco di qualcuno ossessionato dalla pulizia o dalla salute), eventi traumatici da stress (per esempio in risposta a stimoli associati con un grave stress) o disturbi d’ansia di separazione.

Il panico e la necessità di sfuggire alla situazione.

I soggetti affetti da disturbo di panico hanno sentimenti di paura che compaiono improvvisamente e ripetutamente senza preavviso.
Durante l’attacco di panico, hanno paura di essere colpiti da un attacco di cuore e si sentono sudati, deboli o hanno le vertigini; si può sentire formicolio e brividi di freddo, nausea, dolore al torace o sensazioni di soffocamento, sensazione di irrealtà, o paura della perdita imminente di controllo.

Durata e frequenza dell’attacco di panico

L’esordio della malattia può scatenare attacchi di panico con frequenze diverse, possono essere giornalieri, settimanali, ecc
Quando si verificano, di solito durano diversi minuti,; la ricomparsa del disturbo è spesso condizionata da periodi stagionali o situazioni di vita ricorrenti (esami, viaggi, periodi di lavoro, etc.).

Origini. Inizio del disturbo di panico e durata della malattia

Qual è l’origine del disturbo?
Le cause precise del disturbo di panico sono sconosciute; i fattori genetici e l’ereditarietà possono svolgere un ruolo fondamentale nel suo sviluppo, come pure le debolezze psicologiche dell’individuo.
Alcuni ricercatori hanno sostenuto che ci sono avvenimenti o periodi di intenso stress che cambiano la vita in generale.
Gli studi hanno dimostrato un numero significativo di soggetti con disturbo di panico che hanno avuto esperienze traumatiche durante l’infanzia, come la morte di un fratello; altre ricerche suggeriscono che non è solo l’ambiente, ma ci sono causa genetiche.
Le stesse aree del cervello attive durante la risposta di paura si attivano durante gli attacchi di panico. I ricercatori sperano di trovare qualche spiegazione anche nelle funzioni neurologiche dopo gli attacchi di panico e la paura.
Un’altra teoria ha a che fare con il neurotrasmettitore chiamato serotonina e con l’acido gamma aminobutirrico, che svolgono un ruolo fondamentale nel rilassamento cerebrale.
Alcuni studiosi affermano che i soggetti che soffrono di disturbi di panico hanno un minor numero di recettori della serotonina; altri sostengono che la serotonina e l’acido gamma aminoburritico sono efficaci nella lotta contro il disturbo di panico.
In genere, la malattia compare tra i 18 e i 24 anni, anche se può verificarsi anche negli adolescenti; il fenomeno è più comune nelle donne che negli uomini.
Il disturbo di panico può durare un paio di mesi o anche diversi anni.
Modello di ansia

Ci sono molte teorie circa le cause dell’ansia, le più importanti sono:

-Il modello cognitivo: i pensieri negativi causano ansia. La paura non è una conseguenza dei fatti che hai paura, ma il messaggio negativo interno che emettiamo da soli. Se la mentalità è cambiata, è possibile cambiare il modo di sentire le emozioni.

-Il modello di esposizione: l’evasione è la causa di ogni ansia; cioè, si sente l’ansia, perché ciò che si teme viene evitato.

-Il modello delle emozioni: la gentilezza è la causa di tutte le preoccupazioni. Le persone inclini all’ ansia sono quasi sempre persone gentili che hanno paura dei conflitti ed evitano sentimenti negativi come la rabbia. Quando questi soggetti sono sconvolti, occultano i loro problemi per non disturbare nessuno; quando questi sentimenti nascosti sorgono e il problema è risolto, l’ansia spesso scompare.

-Il modello biologico di ansia e depressione sono il risultato di uno squilibrio chimico nel cervello e la necessità di assumere farmaci per correggere il problema. Normalmente, vengono prescritti due tipi di farmaci: tranquillanti e antidepressivi. .

Ambito di applicazione del disturbo di panico

Il disturbo di panico ha sintomi aderenti al terrore forte e sgradevole che può portare a pensare di essere colpiti da un attacco di cuore o da un processo di alienazione.
Anche se il comportamento di una crisi appare come imprevedibile e incontrollabile, durante gli episodi di massima allerta, non si è esposti direttamente a pericoli fisici.
Tuttavia, il disturbo di panico può essere accompagnato da depressione, abuso di droga o alcool e può portare a comportamenti di evitamento di luoghi o situazioni in cui ci sono stati precedenti attacchi di panico.
La maggior parte delle persone migliora con i trattamenti.

Trattamento per gli attacchi di panico

Il disturbo di panico può essere trattato con i farmaci o con la consulenza cognitivo-comportamentale; i migliori risultati si ottengono con una terapia di combinazione.

Informazioni per i pazienti con attacchi di panico

E ‘importante per il paziente sia informato sul disturbo, sui meccanismi, sulle percezioni e reazioni che portano alla crisi. Sapere che ci sono meccanismi e associazioni di idee legate alla paura che scatenano gli attacchi fisiologici è un primo passo fondamentale; è essenziale liberarsi anche dal marchio sociale che colpisce spesso le malattie della mente.
La psicoeducazione è il primo passo del trattamento e di solito da informazioni sulle caratteristiche e sui sintomi.
E ‘anche illuminante per il paziente conoscere i meccanismi psicologici che portano ad una crisi e sapere che questo non è un fenomeno esclusivo della mente colpite.

Farmaci per gli attacchi di panico

I farmaci (ansiolitici, antidepressivi, anticonvulsivanti, ecc) devono essere prescritti da uno specialista, somministrati con cautela e sospesi lentamente al momento opportuno.
Lo specialista è anche in grado di individuare il miglior trattamento per ogni paziente.
I farmaci utilizzati nel trattamento di questa malattia sono:

antidepressivi triciclici (TCA).
agenti bloccanti della ricaptazione della serotonina (SSRI).
benzodiazepine (BZS).
inibitori della monoamino ossidasi.
beta-bloccanti.
altri tranquillanti.

Gli antidepressivi triciclici sono considerati farmaci ad ampio spettro; sono efficaci nel prevenire l’ansia e gli attacchi di panico e spesso li fermano. Gli effetti collaterali sono generalmente lievi; gli antidepressivi non alterano la personalità e possono essere utilizzati per il tempo necessario (anche anni).
Alprazolam e clonazepam sono farmaci approvati per trattare l’ansia da nevrosi; questi farmaci calmano la paura e l’ansia, ma devono essere utilizzati solo per un breve periodo (un paio di settimane o alcuni mesi). Non si interrompere improvvisamente l’assunzione di uno di questi farmaci.
Molti pazienti consumano benzodiazepine cronicamente, ciò porta ad una nuova sindrome ansiosa e aggrava il quadro clinico; perciò evitare l’uso per più di 4 settimane.

Trattamento psicologico per gli attacchi di panico

Le terapie psicologiche aiutano ad affrontare paure e fobie, a ridefinire il rapporto del paziente con le sue paure, a superare l’evitamento delle situazioni temute, ad evitare di aver bisogno del sostengo di altre persone o il bisogno di assumere altre sostanze.
I metodi programmati possono essere utilizzati più volte e gradualmente evocando paure o fobie da parte del paziente periodicamente. Così, si innescano i propri attacchi in tempi, luoghi e situazioni controllate per riuscire ad avere un “allenamento” contro gli attacchi e per guadagnare la fiducia contro avvenimenti futuri.

Trattamento di esposizione per le fobie

L’eliminazione delle paure implica la creazione di una risposta condizionata che contrasta la risposta di paura condizionata.
Gli scienziati affermano che i meccanismi per spegnere i timori si formano nell’amigdala, ma vengono trasferiti alla corteccia prefrontale mediale (mPFC) in cui sono immagazzinati. I

L’esposizione alla fobia

La psicologia comportamentale e la terapia cognitivo-comportamentale si propongono come terapie di esposizione alle fobie, che coinvolgono il soggetto e lo espongono all’oggetto della paura.
Ad esempio, se qualcuno ha la fobia dei cani, prima gli viene mostrata una foto di un cane, poi viene portato in una stanza dove c’è un cane e in seguito viene incoraggiato ad avvicinarsi, ad accarezzarlo e così via fino a quando l’ansia diminuisce.

Trattamento paradossale: l’auto-provocazione

Secondo alcuni studiosi l’auto-provocazione evoca le fobie del paziente e l’osservazione prolungata delle possibili alternative alle paure, inoltre fornisce una base importante per superare gli attacchi. Il paradosso è che il soggetto si trova ad affrontare la paura della situazione peggiore possibile con il risultato di migliorare la vita; aumentare la paura stessa produce paradossi.
Altre terapie includono tecniche di rilassamento (training autogeno, yoga, ecc) o tecniche per il controllo della respirazione.

Sostegno emotivo per i pazienti con attacchi di panico

Il sostegno emotivo è importante per i soggetti con disturbo di panico.
Purtroppo, ci sono idee sbagliate riguardo la malattia che possono renderla difficile da superare. Uno studio ha dimostrato che i soggetti affetti da disturbi d’ansia hanno riportato la mancanza di comprensione da parte degli altri; amici e familiari possono credere che il paziente non si sforzi per controllare il problema e che la situazione non è così grave come sembra.

Dott. Pierpaolo Casto - Psicologo e Psicoterapeuta - Specialista in Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale - PER APPUNTAMENTO: Via Magenta, 64 CASARANO ( Lecce ) Tel. 328 9197451 - 0833 501735 - Part. IVA 03548820756 © 2017 Frontier Theme
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