Ansia e preoccupazione

Ansia e preoccupazione

Questo disturbo è caratterizzato da preoccupazione esagerata, sproporzionata e senza ragione.
Freud ha applicato un termine interessante: “nevrosi di angoscia”, riferendosi all’ansia diffusa e persistente.
Il disturbo d’ansia generalizzato può essere accompagnato da sintomi fisici e può causare danni che coprono anche i rapporti lavorativi e la famiglia, così come grave stress psicologico; inoltre
può disturbare l’opinione che il soggetto ha di sé e di ciò che accade nell’ambiente intorno.
Questo disturbo spesso è cronico e duraturo, con brevi periodi di remissione dei sintomi; di norma il soggetto soffre di stato d’ansia grave per anni.
Il disturbo d’ansia generalizzato è diverso dall’ansia comune; i soggetti affetti da questo disturbo difficilmente chiedono aiuto ad uno psicologo perché è comune avvertire una serie di sintomi somatici, come la fatica e l’insonnia, che vengono confusi con una qualche malattia organica e non psicologica.

Che cos’è il disturbo d’ansia generalizzato

Il disturbo d’ansia generalizzato è un tipo di ansia molto grave, in cui la sofferenza deriva dall’apprensione e dall’eccessiva aspettativa.
Per essere considerati affetti da GAD – disturbo d’ansia generalizzato – i sintomi devono essere presenti quasi tutti i giorni per più di sei mesi e devono creare danni importanti a diverse aree della vita come il lavoro, lo studio, la vita familiare, ecc
I sintomi sono preoccupazione cronica e mancanza di controllo sulle preoccupazioni.
Alcuni soggetti hanno paure diffuse, altri preoccupazioni molto specifiche quali paura di fallire, preoccupazioni finanziarie, salute, ecc
Il soggetto inizia a soffrire intensamente, può non essere in grado di giungere ad una soluzione, prendere una decisione o agire con decisione e vivere tranquillamente; al contrario, si concentra su pensieri non reali ma immaginari.

Preoccupazione sproporzionata

La preoccupazione cronica di solito mantiene in un infinito stato di allerta, pronti a scappare, ma di solito non c’è nulla di reale che necessita il comportamento di fuga.
La preoccupazione prepara il corpo all’azione; i sintomi sono: sensazione di tremore, tensione, dolori muscolari, soprattutto sul collo, la schiena e le spalle, palpitazioni.
Alcuni soggetti possono avere difficoltà di respirazione, sensazione di soffocamento, difficoltà a deglutire, vampate di calore o di freddo, aumento della pressione, nausea, gastrite, diarrea, ecc
Altri problemi che possono insorgere sono: depressione, attacchi di panico, abuso di farmaci ansiolitici e di alcol.

L’ansia è la preoccupazione stessa?

Molti soggetti tendono a preoccuparsi delle cose ancor prima che esse accadano.
Le preoccupazioni aprono scenari su previsioni negative che non sempre corrispondono alla realtà. Ad esempio, la preoccupazione per un viaggio ci porterà a fare previsioni negative riguardanti l’hotel, la macchina o un incidente.
In tutto ciò ci può essere una base reale, perché nessuno è immune da questo, ma rinunciare al viaggio a causa di queste possibilità provoca sofferenza inutile.
Ci sono due aspetti interessanti riguardo la preoccupazione:
a- pensare che accadranno cose molto cattive;
b- credere di non essere in grado di affrontare queste cose orribili che si immaginano.
L’ansia patologica consiste nell’immaginare che, per esempio, non si può parlare con una persona, perché non riceverete attenzione.

Il disturbo d’ansia generalizzato viene identificato quando persistono almeno tre dei seguenti sintomi:

• Irrequietezza: sensazione infinita di avere qualcosa da fare ma non si sa cosa.
• Eccitazione: si è riusciti a malapena ad ottenere un lavoro e si è già esaltati.
• Difficoltà di concentrazione: non si può leggere un libro perché gli occhi attraversano l’intera pagina senza assorbirne il contenuto, o avere la mente vuota, la testa dall’altra parte.
• Irritabilità: qualcuno dice qualcosa un po’ sgradevole e si reagisce impulsivamente, diventando molto più aggressivi di quanto necessario .
• Tensione muscolare: dolore alla schiena, alle spalle, alle gambe.
• Interruzione del sonno: dormire troppo o troppo poco, svegliarsi nella notte e non riuscire ad addormentarsi.

La preoccupazione tipica del disturbo d’ansia generalizzato

Le preoccupazioni più comuni riguardano la famiglia, la situazione economica, il lavoro, la salute e le relazioni interpersonali.
Non si vuole affermare che non dovremmo essere preoccupati per queste cose, ma una cosa è la preoccupazione che consente di affrontare e risolvere i problemi e un’altra è la preoccupazione che paralizza e, non solo non risolve il problema ma lo ingrandisce.
Ad esempio, normalmente la preoccupazione per la salute porta il soggetto a coprirsi bene prima di uscire di casa; la preoccupazione patologica impedisce di uscire di casa.
La preoccupazione normale riguardo la presentazione di un progetto in ambito lavorativo, porta il soggetto a perfezionare la presentazione stessa; la preoccupazione patologica può portare il soggetto ad essere balbuziente, ad avere episodi di sudorazione e a fare una cattiva presentazione.
Quando si è troppo ansiosi, la possibilità che tutto vada male può aumentare, ciò è dovuto ad una caratteristica molto interessante di questo quadro chiamata “intolleranza” cioè, il soggetto non ammette di dover aspettare qualcosa, non accetta che non dipende tutto da se stessi, non accetta che non si può essere sicuri di tutto.

Sorveglianza e prevenzione

I comportamenti tipici del soggetto portatore di disturbi d’ansia sono due.
L’intollerante di incertezza diventa vigile, attento e preoccupato per quello che di negativo può accadere; l’intollerante ha un’eccitazione emotiva o non sopporta di avere emozioni forti.
Alcuni soggetti sono terrorizzati, in stato di vigilanza o fuggono dalla situazione come se si trattasse di una catastrofe.
La cosa interessante è che la sorveglianza riduce l’incertezza, ma aumenta l’eccitazione emotiva, e viceversa; cioè, la sorveglianza o il controllo non sono di aiuto nell’evitamento dell’ansia.
Ci sono due tipi di preoccupazione
• Preoccupazione che possa accadere qualcosa di negativo.
• Preoccupazione della propria preoccupazione.

Il disturbo d’ansia generalizzato può servire anche a distrarre da eventi passati molto tristi, cioè si tende a sostituire una preoccupazione molto più difficile da trattare con altre più superficiali e perfino banali, ma che finiscono per essere di minore intensità e che mettono in ombra l’evento iniziale.

Credenze che rafforzano le preoccupazioni

Ci sono diverse credenze che si possono acquisire fin dall’infanzia, come ad esempio:

– la credenza secondo la quale per essere degno e rispettabile bisogna preoccuparsi e che più ci si preoccupa più si sarà rispettati.
– La credenza secondo la quale si fa bene a preoccuparsi perché più ci preoccupiamo più “preveniamo che accada qualcosa di brutto “; quanto più mi preoccupo della salute di mia madre tanto più sono sicuro che non si ammalerà mai.
Sappiamo che è pura sciocchezza perché più vi preoccupate più ansiosi e tesi sarete.
– La credenza che la preoccupazione potrà alleviare il senso di colpa: ” non sono responsabile se il matrimonio è andato storto, perché ci tenevo al mio matrimonio.”
– La credenza secondo la quale la preoccupazione può distrarre da preoccupazioni più grandi.
– La credenza secondo la quale più ci si preoccupa di una cosa e più facile sarà trovare una soluzione a questa cosa; più notti insonni passo alla ricerca di una soluzione e più vicino sarò alla soluzione al problema.
Altra cosa stupida, perché più notti insonni si passeranno, più deboli ci si sentirà e si avranno meno possibilità di arrivare alla soluzione del problema
Per esempio, un soggetto ha due preoccupazioni molto forti, la prima è la paura di ammalarsi seriamente e la seconda è che sia qualcuno della famiglia ad ammalarsi gravemente.
La preoccupazione per la propria salute viene giustificata affermando che si ha bisogno di sapere se si è affetti da qualsiasi malattia nel più breve tempo possibile, e che se non ci si preoccupa, possono passare inosservati i primi sintomi di una malattia molto grave.
La preoccupazione che si possa ammalare un membro della famiglia si pensa sia utile perché se qualcuno davvero si ammala, non ci si sentirebbe in colpa perché ci si è preoccupati prima.

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